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La geografia
Cartina dello YemenSituato nella estremità sudorientale della Penisola Arabica, lo Yemen ha a nord, l’Arabia Saudita, a est l’Oman, a sud il Golfo di Aden che lo separa dal Corno d’Africa, a ovest il Mar Rosso. Gran parte del suo territorio è costituito da un esteso altopiano che a nord degrada dolcemente verso l’ampio deserto dell’Arabia Saudita. Verso il Mar Rosso questa catena montuosa si presenta con un profilo scosceso, inciso da profonde vallate, gli wadi, e protegge una fascia costiera mediamente larga circa 70 km., prevalentemente pianeggiante e solo a tratti collinosa. I rilievi dell’altopiano si estendono poi verso est nella parte estrema dello Yemen ma qui scendono, con le loro ultime propaggini, direttamente sul Mare Arabico, tanto da lasciare una strettissima fascia costiera. E’ quindi, questo, un Paese dalle mille e multiformi contraddizioni, dove si susseguono ed alternano montagne altissime, verdi altopiani ed immensi infuocati deserti. Lo Yemen, il Paese della mitica Regina di Saba, è conosciuto come l’antica “Arabia Felix”, così chiamata dai Romani, non tanto per l’abbondanza dei suoi frutti ma perché si differenziava dall’immensa desolazione dei vicini deserti della penisola e principalmente per la sua particolare posizione geografica che favoriva i commerci con l’oriente. Qui, infatti, transitavano le carovane che trasportavano prodotti preziosi quali incenso, ori, aromi, spezie varie, ambra e pietre preziose per giungere ai porti sullo stretto di Bab al Mandab, dove confluivano pure, con i loro altrettanto ricchi prodotti, le navi provenienti dalle Indie e dalla più vicina Africa. gli scambi commerciali erano così assicurati.
 
Paesaggio e architettura
Città di Sana’aLo Yemen ci offre paesaggi di rara, forse unica bellezza. Sul Mar Rosso ampie spiagge chiuse all’orizzonte da una catena di montagne vulcaniche, con picchi fino a 3.360 metri, che un tempo riversarono verso il mare le loro colate di lava che poi lentamente il mare ricoprì con una bianchissima sabbia. I pendii sugli altopiani sono stati sistemati a “terrazzamenti” con muretti a secco, quasi un meraviglioso ricamo, per permettere, grazie alle intense piogge, coltivazioni agricole, specialmente cereali, che assicurano alle popolazioni abbondanza di raccolti, ma dove si coltiva anche la mitica “qat”: l’erba che incanta. Così stupende e lussureggianti oasi di un verde smeraldo si stagliano in mezzo ad un brullo panorama di rocce di un caldo colore ocra. Ma quello che sicuramente colpisce maggiormente in questo Paese è l’architettura che qui può essere a giusta ragione considerata una vera arte, una esaltazione delle capacità edificatorie e di abbellimento delle popolazioni della montagna che ancora oggi costruiscono nel millenario stile architettonico e decorativo della casa antica. Per apprezzare la bellezza e l’originalità di questo stile è sufficiente visitare la Città di Sana’a, l’attuale Capitale del Paese – detta, appunto per la sua bellezza, la “Venezia del deserto” ed anche la “Città delle mille ed una notte” – che ci si presenta come un vero prezioso “gioiello di pietra”, splendente sotto il sole; la leggenda la vuole fondata, dopo il biblico diluvio universale, da Sem, figlio del mitico Noè. Sana’a si trova fra le montagne, ai piedi del Gabal Nuqum, con le sue caratteristiche ed elaborate “case a torre” costruite con mattoni di argilla cotti al sole, quindi di un caldo colore bruno ambrato, abbellite ed arricchite, quasi traforate, da innumerevoli finestre dai vetri policromi, tutte riquadrate da candide cornici di calce mista a polvere di marmo ed impreziosite da pezzetti di alabastro e di vetri colorati: questo è uno dei migliori esempi della fantasiosa architettura yemenita. E sul mare ocra di questi già altissimi edifici svettano numerosissimi pittoreschi ed elaborati minareti, bianchi o del colore dorato della sabbia, che portano incisi versetti del Corano e dall’alto dei quali si diffonde la lamentosa orazione dei Muezzin che invita alla preghiera della sera. Tra queste affascinanti, fascinose ed originalissime abitazioni, veri merletti di pietra, vi è un labirinto di viuzze che sfociano nel pittoresco, animato e vivacissimo Souk profumato dal pungente odore di mille spezie esotiche: cardamomo, cannella, pepe, ecc. frammisto a quello dolce di ogni specie di frutta esotica. Qui si trova anche, e non potrebbe essere diversamente, la famosa onnipresente “qat”, l’erba consumata quotidianamente in grandissima quantità, le cui foglioline dal gusto amaro, masticandole, rendono, agli yemeniti,…dolce la vita; una droga “leggera”, diremmo noi, che dona una blanda euforia, un dolce rilassamento ma anche una maggiore resistenza alla fatica. Dar al HajarÉ masticata da tutti gli adulti: uomini e donne ma queste la possono usare esclusivamente nel chiuso delle loro case: il suo uso è considerato quasi un rito! Nel Souk si svolgono i commerci e le interminabili contrattazioni fra chi vuole vendere e chi vorrebbe acquistare, qui si trova di tutto: dai gioielli più preziosi ai tessuti di ogni genere e qualità, dalle spezie all’incenso, dagli oggetti dell’artigianato in argento, in legno ed in paglie intrecciate al pugnale ricurvo, la “jambiye”, che ogni uomo dalla pubertà “deve” sempre portare appeso alla cintola. É qui dove si può constatare come, in questa parte centrale dello Yemen, le vecchie tradizioni, alimentate dalla fede dell’Islam, siano ancora rigidamente rispettate e tranquillamente vissute: siamo in una società patriarcale e tribale squisitamente ma anche orgogliosamente “maschilista” nella quale le donne, in pubblico, “devono” presentarsi velate ed indossare i tipici lunghi ampi camicioni neri, i “sharshaf”, mentre gli uomini, con vera fierezza, indossano antichi costumi ed ostentano le loro armi: la immancabile “jambiye” e talvolta il…Kalashnikov. Anche sulle montagne vi sono villaggi che, seppure letteralmente abbarbicati su cime scoscese, sono ugualmente stupendi, forse anche più pittoreschi, nelle loro elaborate tradizionali architetture. Non si può quindi qui non ricordare l’ormai celebre “Palazzo sulla roccia” – il “Dar al Hajar” – originalissima costruzione alta ben cinque piani, arditamente costruita su una roccia basaltica: un vero e proprio indescrivibile armonico incastro di vari edifici che lasciano incantati e stupefatti per l’incredibile ricchezza delle loro bianche decorazioni inquadranti, in un geometrico giuoco, le mille fantasiose finestre, spesso con archi a lunetta, e le tante terrazze: un vero capolavoro, simbolo indiscutibile dell’architettura yemenita.
 
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